PIAZZA DELL'ACQUAVIVA
"Diso " Lecce, 2009
“Chi viaggia ha molto da raccontare”, dice il detto popolare, e concepisce il narratore come quello che viene da lontano. Ma altrettanto volentieri si ascolta colui che, vivendo onestamente, è rimasto nella sua terra, e ne conosce le storie e le tradizioni.
Ci sono dei luoghi, degli ambienti, dei paesaggi che indossiamo con più agio degli altri. Capita di passeggiare per una città sconosciuta e di sentire che calza bene, che ci invita ad esplorarla, che i passaggi che offre fanno affiorare una consonanza, dei sentimenti di adeguatezza. Ci sentiamo adeguati a quei luoghi ed essi a noi. La psicologia ambientale ha speso pagine e pagine su questo fenomeno e sul suo contrario, il disagio di trovarsi in un ambiente che non ispira, che va stretto o ci deprime, è indifferente o angoscioso come un abito troppo largo in cui si incespica. Si è cercato di evincere delle linee generali, di stabilire delle costanti. Il tentativo ha sortito poco effetto. Il paesaggio non è solo un dato. Il paesaggio come “intorno” è una interazione tra due presenze, quella dell’abitante e quella del luogo.
L’obbiettivo del progetto è la costruzione di un paesaggio, simbiotico con quello naturale, inteso come espressione dei valori di una comunità. Tali valori sono molteplici: la possibile continuità tra la vita dell’abitante e quella della natura, nel senso ecologico della varietà di aspetti che questa vita assume; la capacità umana di definirsi attraverso il paesaggio, e di trasformare la propria storia culturale rapportandosi conoscitivamente alle forme, ai simboli che, col tempo, si sono cristallizzati nei luoghi.
Quando l’attività di creazione di luoghi si pone il problema del “metodo” e cioè di procedere verso la conoscenza della realtà oggettiva, necessita assolutamente, da una parte, di una raccolta empirica e misurabile di dati, che avviene attraverso l’osservazione, l’ascolto (raccolta dati); dall’altra della formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre a esperimento (progetto).
Oggetto di ricerca diventano necessariamente l’uomo e il suo ambiente.
Il mezzo di indagine è il linguaggio, i sui elementi sono le parole, il luogo dove ricercare i dati la narrazione .
La vita di un luogo è la succesione di un intreccio di storie: la storia “ufficiale”, quella documentata negli archivi, negli atti, nelle pubblicazione scientifiche, riferibili a fatti importanti, ma puntuali, che hanno interessato uomini e territori; e la storia di “storie”, quelle trasmesse oralmente, accadute agli abitanti, risultato di piccoli fatti popolari, che si sono sedimentati nei luoghi sottoforma di simboli o riti che nel tempo hanno connotato il carattere proprio degli spazi e degli uomini.
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