Hotel Grecale

Porto Cesareo 2007

Porto Cesareo è prevalentemente un luogo di vacanza bagnato da un mare di altissima qualità paesaggistica. L’epoca del turismo di massa, soprattutto a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, segnò l’inizio di un dilagante fenomeno di deturpazione dell’ambiente sotto forma di una miriade di seconde case nate per rispondere alla sempre crescente domanda di “vacanza” (4.400 abitanti, 12.000 abitazioni di cui 10.000 non occupate) e che oggi fa di Porto Cesareo un esempio lampante di città-bricolage, un campionario di dettagli e possibilità legate ad un immaginario del fai da te impregnato di manufatti prefabbricati, riciclo di materiali di risulta di altri cantieri e avanzi di cantina. Il risultato è dubbio ma la riflessione sul fenomeno porta a farsi molte domande sul ruolo dell’architettura contemporanea. L’approccio progettuale si è basato sul dettaglio, lo scavo, la trama; riappropriarsi di lavorazioni dimenticate, ma che costituiscono l’humus del rapporto tra l’uomo, la sua esistenza e il paesaggio. Pagghiare della campagna salentina, masserie a blocchi di tufo, torri colombaie, torri difensive, finestre barocche traforate in pietra leccese, ma anche ornamenti a filet, a uncinetto hanno costituito una complessa varietà di codici da cui attingere per ricostruire il paesaggio. Il grande valore paesaggistico dell’area marina dell’Isola Grande e del porto turistico, la struttura allungata del lotto a cavallo tra il lungomare e il sistema urbano interno, hanno influenzato l’organizzazione spaziale e funzionale dell’edificio.